292016Ott
Sindrome dell’Ovaio Policistico

Sindrome dell’Ovaio Policistico

La Sindrome dell’Ovaio Policistico è la causa più frequente di infertilità da ovulazione assente. È stata descritta per la prima volta nel 1925 ed è caratterizzata da obesità, irsutismo, disturbi del ciclio mestruale ed,ecograficamente, dalla presenza bilaterale di ovaie policistiche. In considerazione di un quadro clinico così diversificato nel 1964 si cominciò a parlare di Sindrome dell’Ovaio Policistico.
 
Si tratta di una malattia molto comune ( 15% circa delle donne) e comunissima ( più del 30%) tra le donne che afferiscono ad un ambulatorio per la cura della sterilità di coppia.
 
Si tratta di un quadro patologico che vede l’interessamento di diverse figure specialistiche (ginecologo, endocrinologo e dermatologo), caratterizzato da alterazioni a carico dell’asse ipotalamo ipofisi ovaio con aumento della produzione di androgeni e ridotta funzionalità dell’asse FSH/cellule della granulosa con ripercussione sulla produzione di estrogeni e cicli anovulatori.
 
A questo, più di recente, si associa la scoperta di un quadro di insulino resistenza e iperinsulinemia in queste donne.
All’esame ecografico le ovaie si presentano di dimensioni aumentate con un elevatissimo numero di follicoli, di cui molti di questi non raggiungono mai il completo sviluppo, con conseguenti cicli anovulatori, delineando una condizione di infertilità. Queste donne da un punto di vista clinico presentano disturbi del ciclo mestruale che risulta irregolare ( ricorrenza delle mestruazioni ad intervalli di tempo superiori ai 35 giorni ma inferiori a 3 mesi oppure assenza di mestruazioni per un lungo periodo).
 
La sindrome dell’ovaio policistico é la causa numero 1 di sterilità di coppia su base ovulatoria.
Il problema della corretta gestione della infertilità in queste donne é che spesso la sindrome può non essere riconosciuta e quindi si rischia di appuntare per lungo tempo l’attenzione su altre cause. Da qui l’importanza di far riferimento ad un centro specializzato nella terapia della sterilità di coppia.
 
Oltre ad un quadro d’interesse prevalentemente ginecologico, le donne affette da Sindrome dell’Ovaio Policistico presentano altri segni quali: sovrappeso o obesità, irsutismo (presenza di un’eccessiva quantità di peli superflui), acne, seborrea e alopecia androgenetica. Per questi problemi senza scoraggiarsi è opportuno rivolgersi alla figura di specialisti quali dermatologi o endocrinologi per trovare la giusta soluzione.
 
La dieta e l’attività fisica sono un fattore essenziale nella gestione della sindrome dell’ovaio policistico. Queste possono aumentare la fertilità anche senza terapia farmacologica. Studi eseguiti sulle donne insulino resistenti hanno dimostrato che una dieta povera in grassi e con cibi a basso indice glicemico (pesce, frutta, vegetali e legumi) unita ad un esercizio fisico moderato migliora tutti i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico.
 
Quindi le REGOLE D’ORO sono:
1. Mangiare poco e spesso durante la giornata aiuta a prevenire livelli altalenanti di glicemia, insulinemia e dei livelli di fame. 
2. Mangiare a volontà frutta, insalate e vegetali, cibi ad alta quantità di vitamine e fibre. Questi cibi devono essere considerati la prima scelta per lo snack.
3. Scegliere per colazione pane integrale e cereali integrali
4. Evitare grandi quantità di carboidrati a ogni pasto, includendo proteine in moderata entità quali carne, pollo, pesce, uova, latte, frutta con guscio, legume e soiaAnche i grassi in piccolo quantità
5. Limitare cibi ad elevato contenuto di grassi e zuccheri
6. Cercare di fare attività quotidianamente (fare le scale evitando l’ascensore o andar a far la spesa senza automobile).Una-due volte a settimana fare un ora di camminata a passo sostenuto.