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Protesi d’anca

Protesi d’anca

Protesi d’anca

La protesi dell’anca consiste sostanzialmente nella sostituzione delle componenti danneggiate dell’articolazioni con impiego di parti sostitutive che riproducono in ogni dettaglio le funzioni dell’articolazione originaria. La protesi dell’anca è solitamente costituita da tre componenti: la componente (o stelo) femorale che viene inserita all’interno del canale del femore, la testina della protesi che viene agganciata allo stelo femorale e ‘imita’ la testa del femore e la coppa aceta bolare cioè quella componente che si alloggia nell’acetabolo rivestendolo e che si articolerà con la testina sopra menzionata.
Esistono diverse tipologie di protesi dell’anca utilizzate dal Dottor Pagani e tra queste ricordiamo: Protesi d’anca non cementata con cotile emisferico press-fit e stelo femorale retto non cementato, interfaccia articolare ceramica-ceramica o ceramica-polietilene.
Protesi d’anca ibrida con cotile emisferico press-fit e stelo femorale cementato, interfaccia articolare ceramica-ceramica, ceramica-polietilene o metallo-polietilene Protesi d’anca non cementata con cotile emisferico press-fit e stelo femorale mini-invasivo a risparmio del collo femorale, interfaccia articolare ceramica-ceramica o ceramica-polietilene Protesi d’anca non cementata emicefalica.

La scelta di uno o dell’altro impianto è presa dal Dottor Pagani dopo aver attentamente visitato il paziente, visionato le radiografie e valutato le caratteristiche peculiari anatomiche e fisio-patologiche del paziente stesso.
Previa anestesia preferibilmente loco-regionale o nel caso generale, l’intervento viene condotto con paziente in decubito laterale; il chirurgo pratica un accesso postero-laterale all’anca malata con incisione cutanea di circa 10-12cm, giunto al piano articolare e all’osso asporterà le parti malate mediante l’impiego di guide e altri strumenti di alta precisione. Dopo accurate prove con apposite componenti temporanee, una volta soddisfatti tutti i criteri di stabilità e range di movimento necessari ad un impianto ottimale, saranno inserite le componenti definitive ed iniziata la sutura della ferita.
Il paziente sarà seguito quotidianamente dalla prima giornata post-operatoria da fisioterapisti altamente qualificati così come da personale infermieristico addestrato alla cura del paziente ortopedico. Il primo giorno dopo l’intervento inizierà il programma riabilitativo con mobilizzazione a letto in posizione supina e seduta, solitamente (in base agli esami ematochimici eseguiti quotidianamente) si recupera la posizione eretta e si inizia la deambulazione con bastoni canadesi entro la seconda giornata post-operatoria. Dopo 3-4 giorni dall’intervento il paziente verrà dal reparto chirurgico a quello riabilitativo dove proseguirà per ulteriori 10-15 giorni la riabilitazione ed imparare come muoversi autonomamente, andare in bagno e vestirsi una volta a casa. I punti di sutura saranno rimossi poco prima della dimissione dall’ospedale. Sarà di fondamentale importanza una volta dimessi dall’ospedale e tornati a casa proseguire in modo autonomo la ginnastica articolare seguendo le indicazioni dell’ortopedico. Dopo circa 45gg dall’intervento il paziente potrà camminare senza l’ausilio delle stampelle e probabilmente prima, dopo circa 30gg dall’intervento, potrà aver ricominciato a guidare l’automobile anche se questo dipende dal tipo di autoveicolo e il Dottor Pagani vi fornirà indicazioni specifiche in merito.
Imprescindibile risulterà la scrupolosa cura nel seguire le indicazioni ortopediche per i primi tre mesi dall’intervento circa le precauzioni volte ad eliminare il rischio di lussazione della protesi; ci saranno una serie di movimenti da evitare che il dottor Pagani ed i suoi collaboratori vi illustreranno dettagliatamente.

Dr. Andrea Pagani – http://www.facebook.com/DrAndreaPaganiChirurgoOrtopedico

InfoLine: 388 99 48 920

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