132017Feb
Emorroidi cause , sintomi e terapia

Emorroidi cause , sintomi e terapia

Le patologie anorettali sono molto frequenti nella realtà clinica, la patologia emorroidaria, in particolare, hanno in letteratura valori di prevalenza molto vari, dal 4,4% al 36% essendo influenzati dall’ambiente di rilevamento, specialistico o delle cure primarie. Uomini e donne sono colpiti allo stesso modo, anche se le donne sono più a rischio causa gravidanza e parto. Il tessuto emorroidario è parte della normale anatomia ed ha una funzione specifica nel meccanismo di continenza e defecazione.

DEFINIZIONE
Per Malattia Emorroidaria in campo medico, si intende un deterioramento o una qualunque alterazione dell’emorroidi interne. La malattia può coinvolgere anche la parte esterna dell’emorroidi, con conseguente tumefazione della parte interessata, questo avviene prevalentemente per la discesa prolasso della mucosa del canale anale.

CAUSE
Le condizioni che maggiormente predispondono a questa patologia o che più spesso voi si associano sono:
-Fattori ereditari, suffragata dalla Teoria dello “slittamento anale” (attualmente quella che sembra avere più consensi, dove è interessato il legamento di Parks, teoria unitaria del prolasso)
-Costipazione
-Aumento della pressione intra-addominale
-Sforzi, secondo la Teoria delle varicosità venose (legata a sforzi continui dell’individuo)
-Lavori estenuanti e stress psichico (quest’ultimo ancora da valutare)
-Aumento del volume del tessuto emorroidario, secondo la Teoria dell’iperplasia vascolare (con degenerazione lenta)

SINTOMI
All’inizio la malattia appare asintomatica aumentando con il passare del tempo. La clinica è caratterizzata da disturbi come dolore a volte intenso, fastidio, emorragia (proctorragia). I sintomi della patologia emorroidaria dipendono principalmente dalla congestione ematica all’interno del tessuto emorroidario (trombosi e sanguinamento) oppure dal prolasso all’interno del canale anale o oltre il margine dell’ano stesso. Tali sintomi sono il risultato di un rilasciamento del tessuto connettivo circostante il tessuto emorroidario.

FATTORI DI RISCHIO
Ogni condizione di stress e di sforzo costituisce un condizione che favorisce il nascere di tale condizione patologica, altri fattori di rischio sono l’età, la gravidanza, l’alimentazione non equilibrata. Pare che la posizione accovacciata “naturale” alla turca (al contrario dell’uso del “water”) favorisca l’evacuazione completa (per motivi anatomici) dando grandi benefici anche in tempi stretti.

Per la cura della Malattia Emorroidaria, il dottor Bordoni esegue, oltre ai classici interventi radicali di asportazione delle emorroidi per le forme più avanzate, ( Ferguson e Milligan & Morgan) eseguiti con l’ausilio delle più avanzate tecnologie (es. elettrobisturi, bisturi ad ultrasuoni e a radiofrequenza), anche interventi considerati indolori e innovativi, che però trovano la loro giustificazione in presenza di prolasso rettale interno, quali:

– LEGATURA ELASTICA: La legatura elastica viene riservata a minimi prolassi con altri segni di malattia emorroidaria (es. soiling e sanguinamento). Con tale tecnica non si procede alla legatura dei gavoccioli emorroidari come si tendeva a fare un tempo, bensì si lega parte della mucosa prolassante che si trova a monte delle emorroidi interne. Si tratta una tecnica indolore, praticata ambulatorialmente, senza anestesia. Può essere eseguita nelle emorroidi di 2° e 3° grado. Tale metodica consiste nel far assumere al paziente la posizione di Sims, e mediante l’ausilio di un anoscopio, si afferra con una pinza una plica di mucosa prolassante, nella zona insensibile al dolore, ovvero al di sopra della linea dentata; si posiziona quindi, alla base di questa plica trazionata di prolasso rettale interno, un piccolo elastico. Il paziente subito dopo il trattamento può far ritorno a casa o recarsi al lavoro, senza aver bisogno di alcun ricovero. Nel giro di circa 10 giorni si realizza la necrosi della mucosa legata, e la sua spontanea eliminazione. Viene posizionato uno o al massimo due elastici a seduta. Possono essere dunque necessarie più sedute per completare il trattamento. Nei giorni successivi,il trattamento, il paziente dovrà stare solo modicamente riguardato, senza rinunciare ad alcuna attività fisica. Al momento della caduta della mucosa legata e quindi dell’elastico, potrà verificarsi, ma non necessariamente, un minimo sanguinamento. Molto più spesso, tale fenomeno non risulta nemmeno verificabile da parte del Paziente.

– HPS (HEMOR-PEX-SYSTEM): si tratta di una nuovissima tecnica, che riconosce come punti di forza l’assenza quasi totale del dolore post operatorio, la degenza di poche ore e la ripresa pressocché immediata dell’attività lavorativa. Tale tecnica consiste nel “plicare e fissare in alto” la mucosa del retto distale che tende a prolassare, mediante dei punti riassorbibili. Tale tecnica viene riservata a Pazienti con prolasso della mucosa rettale che non si ritengano idonei per altri trattamenti.

– THD: Anche l’utilizzo del metodo THD consente le dimissioni poche ore dopo l’intervento e la ripresa delle normali attività nelle 24-48 ore successive. THD è un metodo all’avanguardia nel trattamento della malatia emorroidaria e consiste nella dearterializzazione emorroidaria doppler-guidata.Tale tecnica, trova primaria indicazione in quei Pazienti che riferiscono il sanguinamento come il maggiore dei loro disturbi, in presenza di prolasso mucoso non importante.

-STAPLED HAEMORROIDOPEXY O METODO LONGO: con questa tecnica, in pratica non si asportano le emorroidi (che sono strutture necessarie a perfezionare la continenza) ma si elimina il prolasso causa della loro malattia. Tale metodica ha visto diminuire drasticamente il dolore post-operatorio di circa il 70-80% rispetto ai precedenti interventi. La degenza media dopo l’intervento sulle emorroidi con il metodo Longo è di 1-2 giorni e in genere dopo 7-15 giorni si puo’ ritornare alle proprie normali attività.
Si esegue con uno strumento dedicato che asporta la parte di prolasso eccedente e contestualmente sutura i lembi di mucosa rimasti.

Dr. Luca Bordoni https://www.facebook.com/DrLucaBordoniProctologo