62017Feb
Alluce Valgo

Alluce Valgo

L’alluce valgo consiste in una deformità nella quale il primo dito del piede (alluce appunto) devia verso il secondo dito. Nella realtà spesso il problema di base è rappresentato dall’osso che precede l’alluce verso la caviglia e che si chiama ‘primo metatarsale’ e dalla sua deviazione in ‘varo’ cioè nella direzione opposta a quella riscontrata nel valgismo dell’alluce.

Così l’angolo che si forma fra primo metatarsale varo e alluce valgo porta  l’articolazione a spostarsi nella direzione dell’altro piede e conseguentemente a ‘battere’ contro il profilo della calzatura causando una irritazione dolorosa dei tessuti molli circostanti (borsite reattiva). Solitamente la deformità dell’alluce valgo porta con se un sollevamento rispetto al piano di appoggi del piede al suolo della testa del primo metatarsale e si ha così una modificazione dell’appoggio del piede nella deambulazione che può provocare dolore e degenerazione di altre strutture del piede stesso.
La causa dell’alluce valgo va spesso ricercata nell’ereditarietà anche se possono influire il tipo di calzatura e la lassità del tessuti. Le donne sono più colpite degli uomini.

La diagnosi è molto semplice, la deformità è evidente, spesso si ha un arrossamento a livello della articolazione tra primo metatarso e alluce (borsite reattiva) ed il dolore è per lo più localizzato in questa sede. Callosità laterali all’alluce o sulla pianta del piede sono altri segni da riconoscere. Con una rx in carico del piede (eseguita mentre il paziente è in piedi) si può eseguire una misurazione dell’angolo fra metatarsale e alluce.

TRATTAMENTO
Il trattamento conservativo è limitato alle fasi iniziali ed è comunque temporaneo perché l’evoluzione della patologia è difficilmente arrestabile con tutori ortopedici o cuscinetti stanziatori.
Il trattamento chirurgico permette una correzione scheletrica del problema, eseguendo particolari osteotomie (tagli dell’osso) è possibile ripristinare una anatomia corretta.
Diverse sono le metodiche chirurgiche che posso essere eseguite da quelle mini-invasive alle tradizionali, la scelta dipende dal grado di deviazione dell’alluce e dai piani dello spazio su cui è necessario intervenire per una correzione ottimale.
Nonostante le tecniche mini-.invasive consentano una incisione della cute molto contenuta (circa 1cm) va precisato che anche alcune tecniche tradizionali permettono lasciare piccole cicatrici al piede del paziente consentendo talvolta una correzione biomeccanicamente migliore.
Il post-operatorio è caratterizzato da dimissione la stessa sera dell’intervento o al più tardi il mattino succesivo e una prescrizione alla deambulazione con una apposita calzatura che porta il carico alla porzione posteriore del piede (scarpa talus). Questa calzatura va indossata per 4 settimane dopodiché il paziente ricomincerà ad indossare calzature normali riportando carico alla parte anteriore del piede che progressivamente si riabituerà al suo ‘lavoro’ in maniera completa.

Chirurgo Ortopedico Dr. Andrea Pagani https://www.facebook.com/DrAndreaPaganiChirurgoOrtopedico